Il territorio attorno a Oristano è caratterizzato da numerose lagune, tra cui quelle di Cabras e di Santa Giusta (Cabras dista da Oristano circa 12 chilometri). Da queste zone umide, paradiso per gli amanti del birdwatching, arriva una delle risorse della zona: l’industria ittica. Cabras è famosissima in tutta l’isola, e anche oltre, per il pescato di primissima qualità e soprattutto per il muggine, con le cui uova si produce la bottarga, il ‘caviale sardo’. La bottarga di Cabras è un eccellenza.

La cittadina ed i suoi abitanti sono in forte connessione con la natura circostante e con laguna. I pescatori un tempo andavano a pesca su imbarcazioni dalla forma appuntita, is fassonis, costruite con erbe palustri essiccate al sole avvalendosi della stessa tecnica utilizzata in passato dai Fenici. E’ affascinante vederle ancora oggi adagiate sulle sponde della laguna.  

COSA VISITARE

Il centro storico con le casette basse e gli stretti vicoli, Chiesa dello Spirito Santo, Piazza Principe di Piemonte. Sosta nelle carinissime trattorie e ristoranti tipici. 

Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras: custodisce importanti testimonianze del territorio dalla preistoria al Medioevo. Qui sono esposti materiali provenienti dall’insediamento di Cuccuru is Arrius, che documentano le diverse fasi di occupazione del sito, dalla città di Tharros e dal relitto romano di Mal di Ventre, affondato nella prima metà del I secolo a.C. e ritrovato nel 1989. 

Qui è esposta una selezione di statue maschili di Mont’e Prama, sei in totale (tre pugilatori, due arcieri e un guerriero); i visitatori del Museo possono percorrere un viaggio virtuale che consente di esplorare tutto il complesso scultoreo di Mont’e Prama. 

Il Museo Civico si trova in via Tharros (+39 0783 290636). Apertura: 1 Novembre – 31 Marzo, 9-13/15-19 (lunedì chiuso). Dal 1 Aprile al 31 Ottobre, aperto tutti i giorni, 9-13/16-20; domenica e festivi, 9-13/15-20. Costi: singolo € 5,00; combinazioni per la visita degli altri siti del territorio (www.museocabras.it)

LE SPIAGGE

Is Arutas, Maimoni e Mari Ermi. La loro bellezza, un patrimonio oggi tutelato dall’area marina protetta del Sinis, rapisce il visitatore. 

LA CORSA DEGLI SCALZI

Ogni anno, a inizio settembre, Cabras rinnova un solenne rito risalente al XVII secolo: novecento devoti ‘curridoris’ (corridori), uomini di tutte le età, vestiti col saio bianco a piedi nudi accompagnano ‘in spalla’ il simulacro di Santu Srabadori. L‘esercito di Salvatore’, guidato da un portabandiera, si muove di corsa per sette chilometri dalla parrocchiale di santa Maria Assunta a Cabras sino al piccolo villaggio di San Salvatore di Sinis. Quest’evento, fortemente identitario, suscita grande pathos ed amozione o di pathos ed emozione e rievoca quello spirito tipico di un gruppo di fieri e coraggiosi pescatori che un tempo, a inizio XVII secolo, salvarono il santo dai pirati saraceni.